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Da Babbo Natale

Le storie di Babbo Natale - Un ladro vestito da Babbo Natale

Le avventure di Babbo Natale a passeggio per la città

-12

13 Dicembre, mancano 12 giorni ...

... 12 come lo stand di un grande centro commerciale dove mi è capitata un’avventura davvero strana. Eravamo vicini a Natale. E come tutti gli anni io mi divertivo come un matto ad andare in giro per le grandi e piccole città a vedere me che distribuivo regali, caramelle, cioccolatini, buffetti sulle guance e che mi facevo fotografare insieme a decine di bambini. Ovviamente non ero io ma tanti sosia che per lavoro o per piacere si travestivano, e si travestono ancora oggi, per regalare qualche momento di felicità a tanti piccolini. Beata ingenuità. Ma è mai possibile – dico io - che non capiscano che non sono davvero io? Sarà pure capitato a qualcuno di loro di essere appena stati abbracciati da un Papà Natale e di volare nelle braccia di un altro, magari più basso e con più pancia.
Ah, ah, ah ... ad ogni modo io mi divertivo tantissimo fino a quel brutto pomeriggio in cui sono stato attirato da uno schiamazzo pauroso nello stand 12. 12, appunto.
Ressa incredibile. Decine e decine di bambini quasi si azzuffavano per salire sulle ginocchia di un Babbo Natale. Beh, devo dire che quel Babbo Natale lì mi assomigliava un po’, per davvero! Imponente come me. Con una bella pancia come me. Due gote rosso ciliegia. Una bella barba bianca, ben pettinata e piena di riccioloni. Capelli bianchi che spuntavano da sotto un cappello bordato di pelo. Mmhh, di pelo? Quello era un particolare stonato. Non avrei mai messo nessun pelle di animale addosso, neppure se mi avessero legato. Per tutte le renne della Lapponia! Già cominciava a saltarmi la mosca al naso quando guardai il giaccone e … era tutto bordato di pelo anche quello! Mi arrabbio sempre quando vedo i miei ritratti con la solita divisa bianca e rossa. Passi per i colori. D’altra parte sono i miei preferiti. Ma qualche volta cambio anche io, sapete? Ma il pelo mai. I miei bordi bianchi sono di lana. E basta. Mi avvicinai, più curioso che mai e guardai il mio sosia con più attenzione. Me lo potevo permettere. Travestito da zampognaro facevo la mia bella figura. E tanto eravamo tutti e due in maschera. Ma … voi non potete neanche immaginare cosa videro i miei occhi! Sembrava così buono e affettuoso quel Babbo Natale ma era un bel furfante, altro che. Con la scusa di accarezzare i bambini ed infilare in tasca ad ognuno una caramella faceva scivolare, quatto quatto, una cimice nella tasca di qualche piccolino. Ovviamente di quelli che erano accompagnati da genitori vestiti molto bene … Avete capito bambini? Guarda quel disgraziato – pensai tra me - chissà quante case verranno svaligiate durante il periodo delle Feste. Ah, ma adesso ti sistemo io per le Feste. Parola di Babbo Natale! Mi concentrai per ben benino. E cominciai a suonare. Era una musica magica, un richiamo per tutte le cimici che sfuggirono dalle tasche dai bambini e come un lungo serpentello si diressero verso di me. Con un’abile mossa le feci sparire dentro la mia manica. I bambini intanto avevano trovato un altro punto di attrazione. Me! Che bel momento. Suonai per loro tante canzoni di Natale e li vide felici, tutti quei visetti così fiduciosi. L’altro me nel frattempo aveva pensato bene di darsela a gambe! Meglio così, un problema in meno :))