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Da Babbo Natale

Le storie di Babbo Natale - Musica sulla spiaggia

Le avventure di Babbo Natale a passeggio in riva al mare

-7

18 Dicembre, mancano 7 giorni ...

... 7 come quel giorno di agosto di qualche anno fa.
Un giorno caldo e afoso su una spiaggia italiana del sud. Sono affascinato dal mare e dal caldo. Per me che vivo in Lapponia anche poche ore circondato dall 'azzurro del mare e del cielo con la sabbia bianca e calda sotto i piedi sono un grosso regalo. Me la stavo godendo davvero.
No bambini, non ero in costume da bagno sotto l 'ombrellone. Ho una discreta panciotta e preferisco spaparanzarmi in una sedia a sdraio sotto la veranda di uno stabilimento balneare. Ogni tanto mi rimbocco i pantaloni e mi avventuro in mare fino a bagnarmi le caviglie. È tutto quello che mi posso concedere data la mia stazza. Ma torniamo a quel 7 agosto. Me lo ricordo bene quel giorno. Prima di tutto perché avevo conosciuto un ragazzo nero d 'Africa, ben voluto da tutta la spiaggia, che si preannunciava con un simpatico ritornello. “Ciappalì ... ciappalà, è arrivato Mustafà!”
Con i suoi bei modi alla fine mi aveva rifilato una cipolla di orologio che non valeva due soldi. Avevo fatto finta di cascarci, badate bene, per trovare il modo di regalargli qualche euro in più ed arrotondare meglio la giornata. Il mio orologio polare supertecnologico lo avevo nel frattempo ben mimetizzato. Dopo aver fatto la mia opera di bene giornaliera, ero li che sonnecchiavo beatamente quando all 'improvviso udii un suono di tromba in lontananza. Mi incuriosì un bel po'. Non avevo mai sentito la tromba sulla spiaggia. E la melodia era anche eseguita bene. Una tipica canzone italiana. Dopo qualche minuto si materializzò anche l 'autore: un arabo. La globalizzazione ormai è un dato di fatto. Sorrisi sotto la barba. La cosa mi piaceva. Mi piacque meno quello che vidi dopo. l 'uomo si girò a sollecitare qualcuno che evidentemente si era attardato. Comparve un bimbo. Un piccoletto bellissimo e tenero che si guardava in giro con curiosità. Ma i suoi occhioni marroni avevano anche qualche cosa di triste. In una manina teneva un bicchiere di plastica in cui la gente volentieri allungava qualche monetina. Il bimbo canticchiava il motivetto suonato dal padre, ma spesso distrattamente. In realtà il suo interesse era catturato dai giochi che facevano sulla spiaggia i suoi coetanei. Però cantava bene, la gente si commuoveva e regalava volentieri qualche centesimo. Voi pensate che avrebbero dato la stessa somma al padre, se poi era il padre, se fosse stato solo? Però, che tristezza! Dover sacrificare un bambino per guadagnare. Tutti i bambini del mondo dovrebbero poter giocare quando e come vogliono ma il mondo è troppo ingiusto e non basta Babbo Natale per dargli una raddrizzatina!
Avevo visto fin troppo. Era tempo di ritornare a casa. Recuperai le mie renne e la slitta, ben mimetizzate dietro la pineta, e tornai in Lapponia col cuore gonfio. Dovevo pensare come risolvere il problema di quel bimbo dagli occhi marroni, grandi e tristi

Vuoi sapere che cosa ha portato Babbo Natale a quel bimbo? Devi avere pazienza fino al 25 dicembre ...