spinner

Da Babbo Natale

Le storie di Babbo Natale - La sfera di cristallo

Le avventure di Babbo Natale a passeggio per la città

-5

20 Dicembre, mancano 5 giorni ...

... 5 come le magie che ho dovuto fare per conoscere e contrastare il piano di Berta la strega. Dunque, procediamo con ordine. Per sapere cosa è successo prima potete leggere “le sei foglie”.
Per prima cosa avevo bisogno di mettermi in contatto con la mia nemica e ascoltare eventuali discorsi. Poteva già essere sufficiente.
Alla mia destra c'era una cioccolateria. Quale nascondiglio migliore? Mi potevo eclissare anche dalle foglie spia senza nessun sospetto. Conoscono tutti il mio lato debole.
Entrai e mi sedetti in un tavolino ai lati del bancone, protetto da occhi indiscreti. Nella carta del menu vidi ciò che mi serviva. Ordinai la “cioccolata nel globo”. Mi arrivò una ciotola tonda che ricordava la sfera magica delle streghe. Ideale per stabilire il contatto. Per la panna montata sopra, costellata da tanti puntini che simulavano stelle e pianeti, dovevo aspettare. Ma quello che avevo da fare era troppo importante. E soprattutto dovevo stare attento a non farmi scoprire da Berta. Altrimenti ...
Circondai la ciotola con entrambe le mani, dito contro dito, stando attentissimo a non toccare direttamente il contenitore. E mi concentrai chiudendo gli occhi.
Se ero fortunato Berta stava facendo la stessa cosa con la sua sfera di cristallo. Gli spioni che aveva sguinzagliato dietro di me, le foglie, le trasmettevano così le immagini. Direttamente nella sfera.

Berta la strega con le mani intorno alla sfera magica
E infatti ... La vidi mentre con impazienza aspettava che riprendessero nuove mie immagini. Vedevo distintamente l 'insegna della cioccolateria.
Fievole mi giunse anche la sua voce. Ma con chi parlava?
“Quel golosastro, sempre a rimpinzarsi di dolci. E poi ... bastassero i dolci! Noooo, Si fa tentare da tutto. Adesso la cioccolata, magari anche con panna e biscotti. Sfido io che non riesce più ad entrare nelle case dai camini! Con la pancia che si ritrova!”
“Come osa quella megera – pensai, tutto stizzito – non entro più dai camini grazie a lei. La pancia, è vero, ce l 'ho ma trattenendo il respiro ce la farei ancora. Poi i bambini mi vogliono bene come sono. E i bambini scrivono a me, aspettano me, non certo lei.”
Confortato da questi pensieri mi misi all 'ascolto di nuovo. Non era ancora tempo di entrare nei suoi pensieri. Troppo pericoloso. Mi avrebbe potuto scoprire.
Sicuramente c'era un corvo vicino a lei. Si sentiva distintamente. Quale altro animale fa cra cra?
“Allora, Carlos, fai il pigrone anche tu? Guarda che i lazzaroni non mi piacciono per niente. Vuoi che ti spenni completamente? Sai che bello saresti, nudo come un verme, senza più nessuna delle tue penne? Ah ah ah ah ah.”
La sua lunga risata mi faceva sempre drizzare i peli della barba. Ma mi rimisi all 'ascolto.
“Allora ... guarda che ti butto fuori a scopate. Ho bisogno ancora di almeno altri due sacchi di foglie.”
“Foglie? - pensai – mi sa che ci sono quasi.”
“Che diavolo vuoi? Hai freddo? Freddo?!!? Te lo do io il freddo! Vieni qui!”. La voce di Berta era diventata particolarmente stridula e non prometteva niente di buono.
Ad un tratto non sentii più niente. Evidentemente Berta era lontana dalla sua sfera. Dovevo trovare il modo di entrare in contatto con lei senza farmi scoprire. Non avevo ancora la minima idea di che cosa stesse architettando quella antipatica e ormai mancava poco alla notte di Natale.
Avevo solo tre giorni a disposizione. Non potevo contare anche la vigilia. Quel giorno la rotta doveva già essere stata tracciata perché caricare la slitta era una operazione lunga ed estremamente precisa. Ma questo ve lo ho già raccontato.

Volete sapere quale seconda magia ho fatto per saperne di più sul piano di Berta la strega? Portate pazienza fino a domani, bambini. Per il momento sogni d'oro :