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Da Babbo Natale

Le storie di Babbo Natale - Il piano svelato

Le avventure di Babbo Natale a passeggio per la città

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24 Dicembre, manca 1 giorno ...

... 1 solo giorno e 1 notte e domani mattina quando vi sveglierete troverete i vostri regali, cari bambini. Nulla cambia. Babbo Natale arriva tutti gli anni sfidando anche i problemi più seri come quello che vi sto raccontando in questi giorni.
Vi ricordate? Tutto è cominciato quando l’anno scorso pochissimi giorni prima di Natale, ero in giro per la città e ho individuato sei foglie che mi stavano pedinando. Ho pensato subito alla mia nemica di sempre, Berta la strega. Infatti ... Sono riuscito ad entrare in contatto con la sua sfera magica e poi addirittura a curiosare in casa sua mentre preparava una pozione magica. Ma non avevo ancora in mano tutti gli elementi per sapere cosa stava architettando. Sicuramente un piano per la notte di Natale, per farmi mancare la consegna dei regali.Molte cose me le ha chiarite il gufo reale Zafferano. Beh ... qui devo essere sincero. Non riesco proprio a ricordarmi che cosa è successo dopo averlo comperato in un negozio di animali. Ho solo un vago ricordo. Mi si associano nella testa immagini di shampoo a barba e capelli e di un bosco innevato con un uccellaccio nero !?! Ma i miei amici gnomi mi hanno promesso di rivelarmi tutto quando rientrerò dal mio lungo viaggio. La notte del 25 dicembre. Non vedo l’ora. In fondo è un anno che attendo. Ma torniamo ai grossi guai che mi stava preparando Berta.
Il gufo Zafferano mi aveva raccontato che la strega stava progettando sicuramente qualche cosa di malefico sui regali che dovevo consegnare.
Fin qui niente di nuovo. Ci aveva già provato in passato, più volte.
Che stava preparando tante foglie quante erano le case che dovevo visitare. Mmhh ... questo quasi, quasi me lo aspettavo.
Che quindi aveva un disperato bisogno della mia rotta.
Ah, ecco!
Che le foglie mi stavano pedinando per impadronirsi di tutti gli indirizzi.
Ma che più di così non mi poteva aiutare perché la sua fonte di informazione gli aveva continuato a ripetere solo la parola capovolto. L’unica che si ricordava della formula magica che Berta aveva preparato.
Poco male. Qualunque intenzione avesse la mia nemica io avevo sicuramente le idee più chiare e ora sapevo cosa fare.
Il vero problema era come consentire alle sei foglie spia di carpire la rotta con tutti gli indirizzi. Dovete sapere, bambini, che ambedue sono protetti da una potentissima formula magica. Non vi preoccupate. Far sapere a Berta le case dove dovevo entrare rientrava nel mio contropiano.
Ma ... mumble, mumble ... come potevo sbloccare la formula magica che proteggeva quei dati visto che io, per primo, non me la ricordavo?
Qui ci voleva un’idea ... una grande idea in realtà.
Nel frattempo mi stavo dirigendo verso il parco dove avevo nascosto agli occhi umani la slitta con le renne.
L’idea che mi mancava mi venne quando vidi un uomo, avanti con gli anni e con una barba simile alla mia, che se ne stava rannicchiato su una panchina. Ma non aveva freddo con tutto quel vento?
Lo guardai meglio. Ma certo! Se mi fossi scambiato, anche solo per qualche secondo con lui, avrei offerto a quelle foglie l’opportunità che cercavano. Tanto alla definizione della rotta mancavano solo gli ultimi indirizzi e avevo tutto in testa.
Detto fatto feci lo scambio. Beh, proprio scambio non fu. Diciamo che mi “liberai” di una parte dei miei pensieri e li trasferii su di lui. Indovinate quali. Ma Babbo Natale è sempre Babbo Natale. Il suo viso per un momento si distese e arrivò anche ad un sorriso. La mia mente, invece, fu invasa da un grandissimo dolore. Come mai quell’uomo soffriva così tanto? Sua moglie era paralizzata e lui non aveva più soldi per pagare una badante che si prendesse cura di lei. Lui era vecchio e stanco. Non ce l’avrebbe mai fatta da solo. Questo però per Babbo Natale non era un problema. Con tutti i mezzi elfi che conoscevo avrei risolto tutto entro la mattina successiva. Bastarono davvero pochi secondi perché le foglie copiassero tutti gli indirizzi. E poi veloci come la luce si dileguarono nel vento.
Fiuuuhh ... finalmente potevo tornare tranquillamente a casa senza quel seguito noioso.
Strizzai l 'occhio al vecchietto in segno di saluto e mi allontanai. Casa, dolce casa sto arrivando!
Il giorno dopo, di prima mattina e con la mente fresca, mi misi al tavolino. Dovevo pensare ad una formula magica per tutti i miei pacchi regalo. Nella testa mi ripetevo la parola che il gufo Zafferano mi aveva riferito. Capovolto. Ormai il piano di Berta mi era chiaro. Mi avrebbe fatto aspettare ad ogni indirizzo da una foglia in grado di recitare una formula magica. Probabilmente con lo scopo di modificare il regalo. Che capovolto volesse dire per esempio una bambola con la testa al posto delle gambe? o una macchinetta con le ruote al posto del tettuccio?
In ogni caso per me era facile intervenire. Bastava già da adesso annullare qualsiasi incantesimo che fosse lanciato durante la notte di Natale sui pacchi dono. Vedete bambini? Non è il caso di preoccuparsi quando di mezzo c'è Babbo Natale. Mi bastò meno di un'ora per pensare ad una formula magica adatta e applicarla a tutti i regali.
Ed ora mi raccomando, fate i bravi ... altrimenti ... vi piace il carbone? Non si sa mai ... ah ah ah ah!

A domani. Non volete sapere la lista dei regali a Nikita, Raul ...