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Da Babbo Natale

Le storie di Babbo Natale - Il gufo reale

Le avventure di Babbo Natale a passeggio per la città

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23 Dicembre, mancano 2 giorni ...

... 2 come i passi che feci, uscito dalla cioccolateria, per entrare nel negozio di animali lì accanto.
Mi serviva un uccellino. Scoprirete presto perché.
Intanto vi ricordo che ho cominciato a raccontarvi l 'avventura che mi è capitata l 'anno scorso già da qualche giorno. Se avete perso il filo conduttore lo potete riannodare con “le sei foglie”, “la sfera di cristallo” , “a casa della strega” e “il filtro magico”.
Ma torniamo a noi. Cosa stavo dicendo? Ah sì ... mi serviva un uccellino.
Un uccellino? E cosa c'entra un uccellino in questa storia? Qualcuno di voi se lo starà chiedendo, di sicuro, confessatelo! Eh ... eh ...
Avevo un piano preciso. Contattare Carlos senza farlo insospettire. Ricordate Carlos? Il corvo di Berta la strega?
Entrai nel negozio di animali e chiesi al commesso di vedere gli uccelli. Mi accompagnò in una stanza vicina con una serie di scaffali in cui erano allineate gabbie di tutte le dimensioni e i colori. Al mio ingresso tutti gli uccelli impazzirono. Sapete bambini, io sono molto popolare anche tra gli animali e quindi qualcuno mi aveva riconosciuto e ora, cantando, lo stava comunicando a tutti gli altri. Stava succedendo esattamente quello che siete abituati a vedere quando un attore famoso è in mezzo ai suoi fan. Delirio collettivo.
C 'era un frastuono pazzesco. Facevo molta fatica a seguire le spiegazioni del gentilissimo ometto che si guardava intorno interdetto. Era abituato a fare il suo mestiere in condizioni completamente diverse. La situazione era persino comica. Immaginatevi la sua faccia.
Ah ah ah ah! Mi viene ancora da ridere ogni volta che ci ripenso.
In mezzo a quel parapiglia fui attratto da un gufo reale che molto dignitosamente mi osservava in silenzio. I suoi occhi arancioni erano fissi su di me. Mi sono sempre piaciuti i gufi per il loro aspetto fiero ed impettito e probabilmente lui lo sapeva.
“Come ti chiami? – gli chiesi. Non avevo bisogno di parlare veramente. Io e gli animali comunichiamo con la forza del pensiero.
“Zafferano – rispose lui.
Così, mentre il commesso si sforzava di propormi gli uccelli migliori del negozio cercando di superare con la sua vocina stridula il caos infernale che si era creato, io proseguivo la mia conversazione silenziosa con quello splendido animale. Arrivammo in fretta a stringere un accordo. Molto soddisfacente per entrambi.
In men che non si dica ero fuori dal negozio con la grande gabbia in una mano, protetta da una coperta per cani. Avevo pagato una fortuna per quell 'uccello ad un frastornato commesso che a momenti non sapeva neanche darmi il resto.
Era talmente frastornato che non si era accorto che mi ero strappato ben 10 peli della mia lunga barba – ahi! che male bambini e che sacrificio ho fatto per il vostro bene! – e che li avevo annodati intorno al collo di Zafferano.
La mia tappa successiva fu la bottega di un barbiere. Avevo bisogno di un bello shampoo dopo il lungo soggiorno in quel negozio. Mi sentivo addosso tutte le pulci e i pidocchi di questo mondo (?!?!)
Oh, scusatemi tanto, forse mi sono confuso un po'. Ma poi ero veramente io? In realtà nei miei ricordi c'è un buco di qualche ora. Da quando sono uscito dal negozio di animali a quando sono uscito dal barbiere.
I miei amici gnomi però mi hanno detto che quella notte ho parlato nel sonno. Mi hanno registrato e trascritto tutto. Sarà questo il loro regalo di Natale quando tornerò dal mio lungo viaggio. Sono davvero curioso.

E voi non siete curiosi di sapere il resto della mia avventura?
A domani, bambini. Ne sentirete delle belle. Parola di Babbo Natale!