spinner

Da Babbo Natale

Le storie di Babbo Natale - Il filtro magico

Le avventure di Babbo Natale a passeggio per la città

-3

22 Dicembre, mancano 3 giorni ...

... 3 come le dita di Berta che mi passarono davanti agli occhi ad un centimetro di distanza.
“Gulp!”
Poi sparirono per apparire piene di foglie. Ora mi girava la schiena. Si avvicinò di nuovo al calderone. Dal movimento del braccio destro sembrava che stesse tagliando qualche cosa.
“Forse le foglie?”
Berta si girò improvvisamente, lo sguardo cattivo e inquieto.
“Non devo pensare o mi farò scoprire!”
Fece qualche passo avanti, sempre con il forbicione in mano. Era tutta contratta e molto attenta. I suoi occhi perlustrarono tutta la stanza ma non incontrarono mai i miei, protetti dagli occhiali speciali.
Perché dovete sapere, cari bambini, che io avevo trasferito là solo la mia vista. Non potevo sentire nessun odore, né ascoltare suoni o toccare qualsiasi cosa. Solo guardare e non pensare. Soprattutto non pensare.
Il contatto lo avevo creato grazie alle foglie della pianta che avevo trasferito sul tavolino della cioccolateria. Ricordate? E grazie ai due preziosi peli della mia barba. Persi per sempre, ahimé, ma per una buona causa. Cercavo di capire il piano segreto di Berta e proteggere voi ed i vostri regali nella notte di Natale. Altrimenti perché quella megera avrebbe messo alle mie costole sei foglie spia?
Ma torniamo in quella stanza così cupa. La stanza della magia nera. Troppo scura per i miei gusti adesso che ci ripenso.
Qualche cosa distrasse finalmente Berta. Era ritornato il corvo. Con malagrazia fece cadere ai suoi piedi un sacco di foglie. Si posò sulla sua spalla e cominciò a pulirsi le penne col becco. Il manico delle forbici gli cadde sulla testa e lo costrinse a volare via.
La strega raccolse le forbici, si srotolò una ciocca di capelli e ... zac! Tagliò di netto la sua estremità. Poi si girò verso il calderone e buttò dentro i suoi capelli.

Alzò una mano, la guardò per un istante e ... zac! Un pezzo di unghia raggiunse i capelli nella brodaglia marroncina.

Per qualche minuto la strega si concentrò a mescolare. E più mescolava più il colore cambiava. Il marrone acquistava riflessi rossi, gialli, arancio e verdi. Improvvisamente affiorarono in superficie delle macchie colorate. Berta incominciò a raccoglierle con una grossa schiumarola facendo la spola tra il calderone e un punto della stanza fuori dalla mia visuale. Improvvisamente si fermò e cominciò a contare con l’indice della mano destra. Poi con fare deciso si diresse proprio dove ero io.
Era tempo di staccare la spina.
Staccai le dita dalle foglie e mi ritrovai alla velocità della luce nella cioccolateria mentre il proprietario mi stava servendo la cioccolata.
Fiuuuh ... era andata! Ora potevo godermi finalmente quello spuntino e riflettere con calma.
Che cosa avevo visto e cosa sapevo? Quelle che mi erano sembrate macchie colorate nel calderone in realtà dovevano essere foglie autunnali. Dunque Berta si stava procurando delle foglie vere grazie al corvo. E le trasformava magicamente aggiungendo pezzetti di se stessa. Stava creando delle copie di sé e stava anche moltiplicando le foglie raccolte. Quante ne aveva? A che servivano? Quanta magia erano in grado di trasmettere? E che tipo di magia soprattutto?
Per il momento non avevo risposte sicure. Potevo intuire che avevano a che fare con il mio lavoro principale: la consegna dei regali a Natale.
Era inutile rimanere ancora in quella cioccolateria. L’unica soluzione era entrare in contatto diretto almeno con una di quelle foglie spia. Forse sarebbe stata la via per saperne di più. Oppure ...
Pagai il conto e uscii sulla via fredda e ventosa. Il mio sesto senso polare intercettò subito la posizione delle sei foglie. Ora ero io in vantaggio e avrei condotto il gioco a modo mio.
Curiosi eh?! Domani vi svelerò un altro pezzetto di questa incredibile storia.

Su, su, sotto le coperte. È ora di dormire. E sognatemi, mi raccomando. ;))