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Da Babbo Natale

Le storie di Babbo Natale - Berta la strega

Le avventure di Babbo Natale a passeggio per la città

-16

9 Dicembre, mancano 16 giorni.
16 mi ricorda un numero civico ...

... molto ma molto speciale e un’avventura che mi è capitata qualche anno fa.
Bbrrr, se ci ripenso mi viene ancora da massaggiarmi il naso. Tutto è capitato perché Roper, il più vecchio dei miei amici gnomi, aveva commesso un errore clamoroso nella lista degli indirizzi. Aveva capovolto un numero che da 61 è diventato 16.
Ma procediamo con ordine.
Le ore della notte di Natale stavano fuggendo. Avevo perso molto tempo nell ’ultima casa dove avevo trovato ad aspettarmi dei dolcetti da leccarsi i baffi! Non avevo saputo resistere alla tentazione.
Se fossi stato meno appesantito avrei captato certi segnali che non andavano ma sapete come è quando uno ha sullo stomaco una intera scatola di cioccolatini da digerire!
Eccoci. Tirai le briglie. Uuhh! Uuhh! Era il segnale per le renne. Scalpitando e sbuffando si fermarono esattamente davanti alla finestra del numero 16.
Scesi dalla slitta, cercai il pacchetto con l ’indirizzo esatto e con fare regale mi accinsi ad entrare nella casa. E’ matematico. Due passi e al terzo arrivo all ’ingresso. Non mi guardate con quell ’aria sorpresa, bambini. Suvvia. E’ parecchio tempo che non entro più dal camino. E meno male. In passato tornavo a casa sempre bianco e nero. Ora passo più semplicemente dalla porta o dalla finestra. O per meglio dire mi trovo oltre i vetri delle finestre o al di là della porta. Eh, eh, vi sfido a trovare chiunque abbia poteri magici più grandi dei miei.
Ma quella volta mi trovai col naso schiacciato al vetro e per tutte le renne della Lapponia stavo anche scivolando verso il basso. Ed eravamo al quinto piano! Feci appena in tempo a vedere due occhietti neri e cattivi che mi fissavano. Ma in quegli occhi stava nascendo anche una risata dirompente come una cascata. Non sia mai non l ’avrei mai data vinta a quella megera. Ma come era possibile? L’avevo riconosciuta benissimo. Berta la Strega? Ma non abitava a Bosco, in un fungo? Quella vipera aveva trasformato la parete della casa in una trappola scivolosa. Non riuscivo a reggermi da nessuna parte. Peso un po’. Accidenti a me e alla mia gola! E stavo andando giù a peso morto, grazie alla sorpresa. Poi la rabbia prese il posto della sorpresa e con una formula magica riuscìì a fermarmi. Le mie renne vennero in mio soccorso e in men che non si dica mi riportarono davanti alla sua finestra.
Bastò un semplice: "Fuori la vecchia stregale, dentro Babbo Natale" per ritrovarmi nel suo soggiorno ma di lei nessuna traccia. Le mie renne la stavano aspettando al varco ma erano rimaste con le "zampe vuote".
"Ah, ti faccio paura eh è la guerra che vuoi Berta? E guerra avrai!" Un po’ di pazienza bambini. Appena gli gnomi avranno finito di scrivere vi racconterò il resto. Sarà il mio regalo di Natale per tutti.


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