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Da Babbo Natale

Le storie di Babbo Natale - A casa della strega

Le avventure di Babbo Natale a passeggio per la città

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21 Dicembre, mancano 4 giorni ...

... 4 come le idee che, seduto davanti alla mia cioccolata che ormai si stava raffreddando, mi vennero per riprendere il contatto con Berta la strega.
Ve lo ricordate vero, bambini, che avevo smascherato sei foglie spia che mi pedinavano e che avevo spiato a mia volta Berta entrando in contatto con la sua sfera di cristallo?
La cosa più facile ma anche estremamente pericolosa era entrare nei suoi pensieri. Berta era una strega potente e con molta facilità se ne sarebbe accorta. Le avrei lasciato campo libero per architettare un altro piano e questo non potevo permetterglielo.
Aspettare che ritornasse alla sua sfera magica? Non era detto che lo facesse subito. Ero già stato fortunato prima. Sfidare ancora la fortuna con il poco tempo che avevo era un grosso azzardo.
Un'altra soluzione era chiedere aiuto agli gnomi di Bosco. Avrebbero potuto spiare la strega e passarmi tutte le informazioni. Ma allontanai subito quella possibilità. Non potevo metterli in pericolo. Non mi chiamerei più Babbo Natale.
No. L'unica cosa da fare era usare le sue stesse armi. Mi sarei trasformato anche io. Avevo sentito che chiedeva al corvo di portarle altri due sacchi di foglie. Con un po' di fortuna a casa sua avrei trovato altre foglie tra cui camuffarmi. Dovevo stare attento però. Era una pratica meno pericolosa che cercare di rubare i suoi pensieri ma bastava che qualcosa sfuggisse al mio controllo per essere riconosciuto. Esattamente come era successo a me con le sue sei foglie.
Prima di tutto dovevo cercare la materia prima. Fuori dalla cioccolateria di foglie ce ne erano quante ne volevo ma non potevo certo uscire, raccoglierne qualcuna e rientrare come se niente fosse. Vi immaginate la faccia degli altri clienti?
Ah ah ah ah.
"Su Babbo Natale – mi dissi – Un po' di serietà. Il momento è critico e devi dare il meglio di te stesso."
Quello che feci dopo non fu meno scioccante per l 'esterrefatto proprietario che mi vide alzarmi, prendere la pianta che aveva sul balcone e trasferirla sul mio tavolino. Il tutto stando ben attento a non farmi vedere da fuori.
"Secondo me sta molto meglio qui, non trova?"
E per mettere a tacere qualsiasi eventuale domanda o protesta ordinai una seconda cioccolata e relativi pasticcini con la preghiera di aspettare un quarto d'ora prima di servirla.
A questo punto dovevo preparare la scena. Bevvi la prima cioccolata. Non era male anche se ormai era tiepidina. Estrassi un libretto dalla tasca. Infilai i miei occhiali speciali sul naso e feci finta di immergermi nella lettura. Nel frattempo con fare indifferente giocherellavo con un paio di foglie della pianta. Era il contatto di cui avevo bisogno. I miei occhiali speciali mi potevano far curiosare dentro la casa di Berta.
"Speriamo solo che ci siano delle foglie" - mi augurai.
Qualcosa non funzionava. Il contatto era molto evanescente, discontinuo. Le immagini andavano e venivano. In realtà potevo essere dappertutto. Non avevo ancora visto la strega mia nemica. Ci voleva qualche cosa di più. Dovevo sacrificare un paio di peli della mia barba. Che peccato! Tirai con forza.
"Ahi!". Provavo sempre un dolore profondo a separarmi dalla mia barba, anche solo da un pezzetto. La mia barba è magica. Lo imparerete molto presto, bambini.
Strinsi tra le dita peli e foglie e mi concentrai di nuovo. Questa volta il salto nello spazio ci fu. Immediato.
Mi ritrovai in uno stanzone, illuminato da un grande focolare. Un pentolone con un intruglio di colore marroncino era sospeso sopra il fuoco.
Il mio campo visivo fu invaso dall 'ombra inconfondibile di Berta, grande e nera, sulla parete illuminata dal fuoco. Qualche secondo e la vidi veramente. Mescolò quella brodaglia con un mestolone. Poi ne tirò su un po', annusò e assaggiò. Sembrava anche piacerle dall 'espressione soddisfatta. La strega ripose il mestolo, prese un paio di forbicioni lì vicino, si avvicinò alla mia postazione con un ghigno feroce e ...

Il resto a domani, bambini, è ora di andare a nanna. Sogni d'oro da Babbo Natale ;))